SEMI CONFETTATI SEMENTI DI PRATO DICHONDRA DICONDRA REPENS NANA SEME GR. 500 View larger

SEMI CONFETTATI SEMENTI DI PRATO DICHONDRA DICONDRA REPENS NANA SEME GR. 500

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La confettatura prevede il rivestimento dei semi con materiali inerti come bentonite, talco, argille, ecc. per migliorarne e smussarne la forma e facilitare così le operazioni di semina; il prodotto impiegato per la confettatura deve possedere una elevata capacità di assorbimento dell'umidità in quanto deve frantumarsi prima della germinazione del seme

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La confettatura prevede il rivestimento dei semi con materiali inerti come bentonite, talco, argille, ecc. per migliorarne e smussarne la forma e facilitare così le operazioni di semina; il prodotto impiegato per la confettatura deve possedere una elevata capacità di assorbimento dell'umidità in quanto deve frantumarsi prima della germinazione del seme. Durante la confettatura la germinabilità del seme diminuisce leggermente e quindi questa pratica è particolarmente consigliata per materiali che presentano una capacità germinativa di base piuttosto elevata (almeno 95-98%). Al seme confettato si ricorre di solito per la produzione di composite (lattuga, indivia, cicorie, ecc.), mentre per le altre specie non risulta indispensabile.

DICHONDRA REPENS IL PRATO NANO SOFFICE E COMPATTO: 

è un’erbacea a portamento strisciante, appartenente alla famiglia delle Convolvolacee. I fusti prostrati, sui quali si inseriscono le tenere foglioline tondeggianti, ramificano molto velocemente e permettono alla pianta di propagarsi con estrema rapidità conferendole, in condizioni climatiche favorevoli, le caratteristiche di una vera e propria pianta infestante. Si può coltivare pressapoco in tutte le fasce climatiche del nostro territorio, sebbene prediliga le alte temperature, alle quali vegeta continuamente per 12 mesi all’ anno, su suoli acidi o alcalini, ma preferibilmente freschi e poco compatti.

È una specie molto richiesta per la formazione di tappeti erbosi a bassa manutenzione, grazie alle sue peculiarità morfologiche (non raggiunge mai altezze superiori a 4-5 cm) ed alle esigenze idriche e nutrizionali relativamente contenute. Forma cuscini soffici ed uniformi, particolarmente compatti quando esposti al sole, mentre tende a diradarsi e a “filare” verso l’alto nei luoghi ombrosi. Nel primo caso gli internodi tendono a raccorciarsi, i piccioli fogliari sono più brevi e le foglie sono più piccole e coriacee formando un tappeto che, a differenza di quanto comunemente creduto, non solo è in grado di sopportare un frequente ed intenso calpestio, ma è anche in grado di “autoriparare” eventuali danni inflitti.

La Dichondra si moltiplica principalmente per seme (ma attualmente in commercio sono molto diffuse le zolle precoltivate), e la realizzazione di un buon tappeto non è semplicissima; occorre, anzitutto, seguire attentamente alcune regole generali: 

Il terreno deve essere preparato adeguatamente mediante una lavorazione preliminare profonda (vangatura) e, se necessario, effettuando una correzione dei terreni troppo compatti con sabbia e/o sostanza organica. Alla vangatura devono seguire le opere di affinamento del terreno, di rastrellatura e di spianamento, e quelle di assestamento naturale o di rullatura.

Il seme (peraltro piuttosto costoso) deve essere distribuito a spaglio sul terreno, in ragione di circa 40-50 gr/mq, avendo cura di ricoprirlo con uno strato di qualche millimetro di terriccio fine o di sabbia e torba e di rullare bene dopo la semina, per favorire il contatto del seme col terreno.

La superficie deve essere mantenuta costantemente umida fino alla germinazione, dopodiché occorrerà diminuire gradatamente le irrigazioni, senza lasciare mai asciugare completamente il terreno fino a quando le piante non ne avranno effettuato la copertura totale. Successivamente, ad insediamento completato, la Dichondra gradirà anche periodi di relativa siccità, giovandone in particolar modo l’aspetto sanitario, che vede questa pianta piuttosto sensibile alle patologie fungine.

L’ aspetto gradevole, compatto ed uniforme dei tappeti erbosi maturi realizzati con Dichondra repens, dovuto anche alla loro alta capacità vegetativa ed alla naturale aggressività nei confronti delle altre specie, contrasta nettamente con quello stentato e apparentemente “incompiuto” che assumono invece nelle prime fasi di vita. 

La capacità germinativa ed il vigore dei semi e delle giovani plantule sono infatti piuttosto basse, e non è difficile trovarsi di fronte a giovani prati nei quali si alternano chiazze di Dichondra piuttosto stentate si alternano a ciuffi di infestanti e porzioni di terreno ancora scoperto.

Un “trucco” molto efficace per ovviare a questi inconvenienti iniziali ed ottenere un insediamento più lineare, uniforme e completo, è quello di effettuare la semina in miscuglio. 

La specie più adatta a questo scopo è il Lolium perenne, il comune loietto da prati (15 gr/mq di seme in aggiunta a quello della Dichondra). Questa graminacea è una specie da tappeto erboso che abbina ad una grandissima velocità iniziale di insediamento (germina mediamente in 5-6 giorni e “copre” il terreno in appena un paio di settimane) una longevità ed una capacità di autopropagazione relativamente scarse (2-3 anni di vita media delle piante, nessuna capacità stolonifera né rizomatosa). Nelle prime fasi di vita del prato il loietto fornisce la copertura necessaria a soddisfare le esigenze di ordine estetico di chi realizza il tappeto, la copertura del terreno per contrastare l’insediamento delle erbe infestanti e la protezione delle giovani foglie della Dichondra dagli sbalzi termici e di umidità.

La consociazione si evolve naturalmente nel tempo secondo ritmi naturali dettati dalle caratteristiche fisiche del terreno, dal clima e dalle strategie gestionali e manutentive, spostando l’ago della bilancia a favore dell’equilibrio fra le due specie oppure, più facilmente, verso il dominio della Dichondra. 

In conclusione si può affermare che Dichondra repens è senz’altro specie idonea alla realizzazione di tappeti erbosi di buona qualità (a patto che se ne apprezzi l’aspetto estetico particolare e chiaramente distante dai canoni più “british” del tappeto erboso di graminacee), ma in particolar modo nelle zone con inverni miti ed esposizioni soleggiate.

Nei climi freddi interrompe l’attività vegetativa troppo a lungo, subendo bruciature e diradamenti e nelle posizioni ombreggiate forma superfici fragili e poco compatte. In entrambe le situazioni comunque, per sfatare un’altra credenza diffusa, è buona norma effettuare tagli periodici, anche piuttosto bassi, con un normale tosaerba; la Dichondra se ne giova, sostituendo le foglie più vecchie e di dimensioni maggiori con nuovi germogli e aumentando la compattezza del manto. 

SEME: DICONDRA REPENS CONFETTATA

CONFEZIONE DA 500 g PER 40 MQ.

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