Preparazione del terreno
Sia che si tratti di una grande impianto, sia di una piccola coltura, è sempre fondamentale, per chi trapianta in piena terra, effettuare un’adeguata preparazione del terreno. E’ realmente indispensabile far trovare un terreno friabile alla pianta, con una certa profondità ottenuta grazie a un’aratura di almeno 60/70 cm .Questo favorirà un più veloce e rigoglioso sviluppo dell’albero di olivo.Nei terreni dalle caratteristiche irregolari, come ad esempio le colline, è fondamentale evitare alla pianta la presenta di ristagni, al fine di impedire l’insorgere di marciumi e asfissie radicali che andrebbero inevitabilmente a minare la salubrità del nostro oliveto. E’ perciò fondamentale un’ottima conoscenza del terreno in modo da pianificarne un’attenta piantumazione.Una volta che esiste un presupposto simile, è importante che la pianta possa avere il giusto nutrimento e con una certa continuità.L’olivo è una pianta vorace, soprattutto di concimi azotati. Per questo motivo si consiglia di utilizzare il Nitrosprint (nitrato di calcio) alternato a ternari come 1811-18 oppure al 20-20-20. Questo favorirà una crescita uniforme e senza sosta per la pianta. Di uguale supporto sarà anche la somministrazione di un concime a lenta cessione come ad esempio il Nitrophoska Gold. Al contrario dei primi, che sono idrosolubili e vanno somministrati due volte a settimana alternandoli, sciolti rigorosamente in acqua (2 grammi per litro), il Nitrophoska è invece un granulare da distribuire sul terreno al quale andrebbe mescolato grazie a una aratura superficiale, preferibilmente con aratro a dischi, di non oltre 40 centimetri di profondità.
Nella coltivazione di piante come l’olivo esistono vari fattori che rendono lo sviluppo più o meno celere o regolare e uno di questi è l’azione dell’insetto nocivo. Si tratta principalmente di insetti ad apparato boccale masticatoresucchiatore, i quali aggrediscono principalmente i tessuti teneri della pianta, localizzati sugli apici di nuova produzione.
TRATTAMENTI PER PIANTE DI OLIVO
Nella coltivazione di piante come l’olivo esistono vari fattori che rendono lo sviluppo più o meno celere o regolare e uno di questi è l’azione dell’insetto nocivo. Si tratta principalmente di insetti ad apparato boccale masticatoresucchiatore, i quali aggrediscono principalmente i tessuti teneri della pianta, localizzati sugli apici di nuova produzione.Per questo motivo si consiglia di trattare con rigorosa cadenza quindicinale con efficaci prodotti come lo Steward, specifici contro questa tipica forma di insetto.Oltre a questo, si consiglia invece di fare adeguati interventi anche per avversare il principale fungo nemico dell’olivo, ovvero l’Occhio di Pavone.Questo si presenta con una caratteristica macchia nera e gialla a cerchi concentrici che appare sulla pagina superiore della foglia.Si consiglia di iniziare ad effettuare i primi trattamenti a cavallo tra marzo ed aprile, quando l’umidità ambientale o dovuta alle piogge primaverili si combina alle più alte temperature del periodo, favorendo l’inesorabile insorgere di questo fungo. E’ bene allora che la pianta di olivo di faccia trovare già preparata, rivestita da una leggera pellicola di solfato di rame, somministrato su tutta la sua parte fogliare con una semplice irroratrice.Un altro nemico giurato dell’olivo, forse il più temuto è la famosa “Mosca Olearia”: questo terribile insetto troppo spesso giunge sulle nostre piante per mandare a monte tutto il buon lavoro fatto sino a quel momento dall’agricoltore.Come combattere la Mosca Olearia? Trattandosi dell’attacco verso il prodotto finale, spesso destinato alla vendita gastronomica o comunque alla trasformazione agroalimentare, non ci sentiamo di consigliare in questo caso alcun prodotto chimico, bensì prodotti naturali. Oltre agli ormai consolidati prodotti a base di Caolino, possiamo utilizzare vari rimedi più empirici.Innanzitutto è consigliabile effettuare una sorta di saggio per capire se abbiamo già della mosca circolante nei paraggi. A questo scopo possiamo utilizzare delle trappole al feromone, le quali attraggono con una certa efficacia gli individui “a spasso”. Appurata la presenza dell’incomodo insetto, procediamo alla preparazione di un rimedio rustico ma efficace. Si tratta di prendere una bottiglia di plastica sulla quale effettuare due buchi di pochi millimetri e introdurre in essa una miscela di ammoniaca, acqua e miele, oltre a dei residui putrescenti di pesce. Attratte dall’odore poco gradevole, per noi, le mosche entreranno nella bottiglia tramite i due forellini, dai quali però non potranno più uscire! Posizionando una bottiglia per pianta, potremmo facilmente avere la meglio sulla mosca olearia la quale scomparirà dalle nostre coltivazioni!
COLTIVAZIONE DELL’OLIVO IN VASO
Tutto quanto già scritto è universalmente valido tuttavia, per chi ha la passione e la voglia di voler coltivare un olivo in un vaso nel proprio terrazzo, deve unicamente avvalersi, per la buona riuscita della pianta, di un vaso ben forato alla sua base, e in aggiunta di un terriccio, possibilmente professionale e non universale, per piante mediterranee. Questo, essendo dotato di una strutturaleggera grazie alla torba ed alla quantità di pietroline in esso presenti, ha la caratteristica di favorire il drenaggio, evitando così l’insorgere di ristagni, per queste piante letali. Ottimale, oltre che per un discorso estetico, la scelta di un vaso in terracotta, in quanto sarebbe certamente garantito, grazie alla porosità dei materiali da cui questo è costituito, un migliore respiro per l’apparato radicale.
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